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Le suggestioni del fiume Sile nelle quattro stagioni

Ed. ASTEA VE 2004 (tradotto in tedesco, inglese e dialetto trevigiano). [autori: Sergio Visotto e Eva Zampieron - Foto e Grafica: Denis Visotto - Informatizzazione: Simone Visotto]

Edizione ASTEA VE (2005) - Testo di Sergio Visotto
Consulenza scientifica di Patrizio Giulini - Consulenza naturalistica Paolo Roccaforte e Mauro Bon
Acquerelli di Eva Zampieron - Illustrazione delle costellazioni di Luca Zampieron
Traduzionni di Bruno Lorenzon, per il dialetto trevigiano; Vincenza Massara, per l'inglese; Hannelotte Dirks, per il tedesco.
Grafica di Denis Visotto - Informatizzazione di Simone Visotto
    
La pubblicazione di questa opera è una delle prime iniziative letterali del neo Centro Didattico Interdisciplinare Regionale Veneto per l'educazione ambientale di Quarto d'Altino, realizzata grazie alla collaborazione degli operatori volontari dell'ASTEA, nell'ambito delle varie attività didattiche.
L'aspetto innovativo dell'opera è l'aver affrontato la tematica dell'Educazione Ambientale e quindi la didattica connessa attraverso dei racconti figurati dipinti in acquerello, presentati in chiave fiabesca e tradotta, in ben quattro lingue, con lo scopo di coinvolgere maggiormente i ragazzi della scuola dell'obbligo, nella loro fervida fantasia.
Far conoscere e rispettare l'ambiente in tutte le sue accezioni rientra nelle attività istituzionali dell'Associazione, perché permette agli operatori del settore: guide e docenti, di trasmettere in forma innovativa le conoscenze derivanti da studi e ricerche per far sì che i discenti possano tenere degli atteggiamenti e dei comportamenti utili alla tutela dell'ambiente in cui vivono.
Questo volume semplice nella sua impostazione, brillante nelle illustrazioni, rigoroso scientificamente, permetterà quindi ai docenti di far avvicinare i ragazzi all'ambiente attraverso la conoscenza delle bellezze naturali di fauna, flora e del paesaggio, con lo scopo di amarlo e rispettarlo, possibilmente valorizzarlo e quindi preservarlo per il futuro.
Riteniamo che sia questo un modo semplice e utile per coinvolgere i ragazzi più "deboli" allo scopo di combattere, nel frattempo, il disagio giovanile e la dispersione scolastica.
Considerato il risultato raggiunto della pubblicazione dell'opera è doveroso ringraziare tutti coloro i quali, persone e enti, con la loro collaborazione e, con il loro contributo hanno permesso la realizzazione del volume che riteniamo possa essere uno strumento utile per la conoscenza e la didattica sull'ambiente e per l'ambiente nella scuola e nella società civile.
Il testo del volume viene riportato tradotto anche nel dialetto Veneto, in Inglese e in Tedesco.
Sull'onda di questo testo ho fatto, per analogia, un salto indietro di oltre mezzo secolo; mi sono rivisto piccolo negli anni della guerra in edifici bassi e squallidi in cui le truppe occupanti ci avevano confinato. Tante brutture e umiliazioni erano temperate dalla presenza, immanente per forza e temperamento, della mia straordinaria nonna materna, medico a cui devo la sopravvivenza a sei anni di internamento. Ero vivacissimo e interessato a tutto ciò che mi circondava, ma quando poteva e l'avevo vicina, il tempo mi si fermava per viaggiare sulle ali della fantasia che lei, mentre sferruzzava, mi metteva in moto; narrava storie di personaggi irreali, di fate, di draghi, di re e di matrigne che, tuttavia, si muovevano in un mondo vivo e reale, un mondo di esperienza, ma filtrato dalla luce e dalle ombre di quei personaggi abbaglianti. Sapevo che non esistevano, ma era bello crederci, e soprattutto, era bello conoscere attraverso la sola cosa che avevo, la fantasia, il Po, le sue acque solenni, le rive, gli uccelli, i prati, gli alberi, i fiori e le opere dell'uomo, il mulino, il ponte, la barca. Era un paradosso, in un'Eritrea asciutta, in cui dominava la terra prevalentemente brulla poter conoscere e vivere indirettamente una natura verde, ricca di fiori e, soprattutto di acque.
Quanto mi furono utili quei contatti con una realtà che ebbi a portata di mano solo dopo il 13 agosto del 1947! Quanto è cresciuto nel mio inconscio il desiderio di diventare nonno e di far vivere ai miei nipoti questo mondo fantasticamente reale.
È davvero un bel pretesto riaprire nella scuola la porta del fantastico, per offrire un nuovo modo di fare scuola, per proporre la lingua locale, antica, di ieri, ma che stiamo già dimenticando, per accostare le lingue straniere, per stimolare lo spirito d'osservazione e per sollecitare il desiderio di approfondimento delle cose della natura.
Il fascino dei personaggi cattura fortemente l'attenzione, le immagini acquerellate dai bordi sfumati, stimolano chi le guarda a riconoscere il soggetto originale a collegarlo col nome volgare e quello scientifico. È una grande idea aver pensato questo volume, è un grande merito averlo portato alle stampe, sarà un'immagine indelebile per questa generazione che trova sempre meno occasioni di conoscere la natura. Vuole essere un grande atto di fiducia che i nostri ragazzi di oggi ci ricompenseranno domani.
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