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Zona Umida di San Michele Vecchio: tra acqua e rive

Ed. ASTEA VE 2006 (quaderno didattico di educazione naturalistica). [autori: Stefania Falcone, Gianfranco Maschietto, Paolo Roccaforte - Grafica e informatizzazione: Denis Visotto]

Ed. ASTEA 2006 - (quaderno didattico di educazione naturalistica).
A cura di: Stefania Falcone, Gianfranco Maschietto, Paolo Roccaforte
Grafica e informatizzazione: Denis Visotto

L'Educazione Ambientale rivolta ai giovani, di età scolare, può essere un elemento fondamentale per la loro crescita culturale ed educativa, se fatta in modo corretto, funzionale e non strumentale.
Conoscere il proprio territorio permette alfine di amarlo e quindi tutelarlo attraverso degli atteggiamenti e dei comportamenti utili per la sua salvaguardia, sia al suo rispetto.
Questo quaderno didattico vuole essere un contributo alla conoscenza e per lo studio di un ambiente particolare qual è il basso corso del Sile, contribuendo, in tal modo, all'arricchimento personale e di gruppo dei giovani e anche dei meno giovani, attraverso il quale si può creare una più adeguata e funzionale cultura ambientale nella società contemporanea.
L'impegno profuso dall'ASTEA, anche grazie al contributo del Comitato di Gestione Regionale Veneto per il Volontariato, sta a significare come sinergie diverse in forma collaborativa (Università, Scuola, Pubblica Amministrazione e operatori delle Associazioni di Volontariato) possono creare le condizioni ottimali per raggiungere due obbiettivi: combattere la dispersione scolastica e il disagio giovanile, frutto del consumismo e della mancanza di valori.
Premesso che se l'area umida di San Michele vecchio non fosse stato costantemente nel mirino dell'ASTEA e le Amministrazioni sotto il nostro tiro "agrodolce", oggi San Michele vecchio sarebbe una nuova frazione edificata di Quarto d'Altino. Invece, con meticolosa costanza, qualche volta urlando, più spesso suggerendo iniziative di protezione e di educazione ambientali, anno dopo anno, abbiamo visto sorgere dei vincoli e delle barriere, anche fisiche, attorno a quest'area, sopravvissuta miracolosamente ai tentativi dell'uomo miope di trasformarla in un pioppeto prima e in terreno agricolo poi, per strapparla a quello che la maggioranza dei terrestri chiama "squallido abbandono improduttivo". Abbandono che, malgrado ricevesse continuamente le pressioni negative di un intorno vicino che vi scaricava liquami e abbatteva alberi e di un intorno lontano da cui giungevano cacciatori e provengono ancora gas di scarico, rumore, polveri sottili e semi infestanti, ha saputo essere, pur nella limitatezza della sua dimensione, una stazione di rifugio sufficientemente adatta per un gran numero di animali e vegetali di specie diversa a cui la nostra "civiltà" non lasciava alternative: fuggire o scomparire. Organismi il cui DNA si è evoluto in milioni di anni scompaiono senza lasciare tracce.
Mentre assistevamo a questo "miracolo contro corrente" anche il Sile cambiava, ma nell'altro verso, non solo per l'aumento della pressione antropica e il conseguente inquinamento, ma anche per quelle opere di "ecologia" portate avanti sulle sue rive non tanto per proteggerne la situazione naturale, quanto per favorirne un uso turistico allargato: la natura è libertà e disordine, non segno architettonico, per quanto semplice e apparentemente nella giusta direzione.
Per queste ragioni l'ansa di San Michele vecchio è diventata sempre più preziosa per la natura e in futuro lo diventerà ancor di più, perché più protetta dalle aggressioni, grazie alla serie di interventi che, per la pertinacia dell'ASTEA con il consenso e la volontà dell'attuale Amministrazione comunale ha fatto andare nella giusta direzione.
Questo volume indispensabile per conoscere il sito di San Michele Vecchio, uno strumento didattico quale guida naturalistica semplice, adatta a chiunque voglia avvicinarsi a essa con curiosità, attenzione e amore, fondamentale per la diffusione delle conoscenze sulla natura e per stimolarne il rispetto. Ha, inoltre, il grande merito di precedere di qualche anno i programmi dell'ASTEA sul Parco del Sile sul completamento di tutte le opere di protezione e didattiche attorno all'oasi di San Michele.
Ho ritenuto, infine, importante che questo manuale, elementare, avesse non solo le illustrazioni che consentono di riconoscere le specie che si possono incontrare lungo il Sile, ma anche il loro nome scientifico secondo la più aggiornata nomenclatura, e il nome, o la sigla, del suo Autore, cioè della persona che per prima descrisse correttamente questi organismi.
Anche i giovani scopriranno, così, il lavoro degli studiosi e, se spinti dalla curiosità, accorgersi che gli studiosi di botanica e di zoologia si sono imposti regole diverse per precisare correttamente i nomi delle piante e degli animali.
Cosa dire a chi ci seguirà in questo fantastico viaggio nella natura dietro casa?
Buon lavoro, vedrai che, se la rispetterai, la natura ti ricompenserà "cento per uno".
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