PARCO NATURALE DEL FIUME SILE

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Archeologia industriale

Il Porto di Treviso a Silea
Dopo la Guerra 40-45, con la ripresa delle attività civili, il problema del porto fluviale della città di Treviso, fu finalmente affrontato. Venne fondato, nell'ottobre del '45, da Comune, Provincia e Camera di Commercio. Il Consorzio Portuario di Treviso che incaricò l'Ing. Giuseppe Stancari di redigere un progetto per la creazione di un porto fluviale con annessa area industriale. In circa due anni il progetto fu pronto e prevedeva tra l'altro il collegamento del neo porto fluviale a Silea con la ferrovia Treviso-Motta per mezzo di un raccordo lungo 3 Km. I lavori proseguirono sino al 1950 sotto la direzione del Genio Civile. La realizzazione di quest'opera, impegno molta manodopera e in quegli anni di disoccupazione e miseria, dettero sostentamento alla locale popolazione. Furono completate le strade di accesso al porto, costruite le banchine e la conca di navigazione da 300 t. a valle del taglio del Sile. Veniva completata in quegli anni anche la centrale idroelettrica (entrò in funzione nel 1954). Il grande complesso portuale industriale che i giornali descrissero come "la più grandiosa opera pubblica della provincia" si fermò per sempre e l'Ente gestore, il Consorzio Portuario di Treviso, sopravvisse sottotono per alcuni anni ancora.


Lo Squero e i Cantieri Navali
L'artigianato e l'industria cantieristica
Attivo negli anni '30, in prossimità del cimitero dei burci, vi era lo squero artigianale dei Vezzà, qui gli squeraroli riparavano le barche che percorrevano il Sile, tra queste ricordiamo: la Salute, la Favorita, l'Umberto, la Elisabetta, la Costanza. A Casier furono attivi, negli anni venti e con un imponente struttura produttiva, i Cantieri del Levante - Salpanavi, che arrivarono ad occupare oltre 200 persone. Inizialmente di proprietà Ronfini (Officine Meccaniche Trevigiane), i Cantieri del Levante si trasformarono in S.P.A. con sede a Milano. Qui si costruivano motonavi in ferro di notevole portata (intorno ai 4000 quintali), le quali la navigazione, per poter passare sotto il ponte di Quarto d'Altino, venivano zavorrate con forti quantitativi di ghiaia. Durante l'ultima guerra mondiale, con l'occupazione dei nazisti, i partigiani sabotarono più volte il cantiere . L'azione più significativa fu l'affondamento (d'accordo con la proprietà) di due grandi imbarcazioni commissionate dai tedeschi, nella notte del 16 dicembre 1944. L'ultimo varo di cui si ha notizia (pare il sedicesimo) fu quello della motonave Frances. Il Gazzettino del 4 aprile 1948 racconta che "presente tutta la popolazione di Casier" il varo venne benedetto dal parroco don Antonelli e la madrina fu un impiegata del Cantiere certa Elsa Zanchetta. Di li a pochi anni, i cantieri conclusero la loro attività, e al loro posto sorse, intorno al 1957, la "Sile, costruzioni termoidrauliche".

L'isola di Villapendola e la ribellione del Sile
Quando, nell'aprile del 1954 il direttore dei lavori ing. Ceccotto dette l'ordine di rovesciare massi e rocce sul fondo del Sile, per innalzare una diga nel punto in cui doveva avvenire la diversione nel nuovo taglio, lungo un chilometro tutto dritto e che avrebbe consentito alle imbarcazioni di evitare cinque chilometri di tortuoso e stretto percorso, il Sile non voleva proprio saperne e si infrangeva furiosamente contro le rocce tanto che "…el fasséa paura". Numerosi uomini e macchinari avevano scavato un grande canale, largo mt. 20 a monte e 34 a valle della centrale idroelettrica, che iniziava dal porto di Silea, sino al Vòlto dee Lavandère in località Fiera; l'opera avrebbe consentito una navigazione più celere e di portata maggiore, consentendo il passaggio di imbarcazioni più grandi, come le bettoline. Ci volle un bel po' per vincere l'ostinazione del fiume che, innalzato di 80 cm. si decise di deviare finalmente sul nuovo canale costruito dall'uomo, riducendo la portata del vecchio tracciato, che da allora fu chiamato Sile Morto. Il lavori di scavo, che durarono 4 anni, iniziarono nell'ottobre del 1950, e si conclusero nell'aprile del 1954. La realizzazione del canale creò un isola artificiale che prende il nome di Isola di Villapendola.
La Centrale idroelettrica di Silea di proprietà: della Elettroburgo Spa (Cartiere Burgo). E' in funzione dal 1954. Sfrutta un salto d'acqua di mt. 3,80. Azionata da due turbine Kaplan produce 1750 Kwh.