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Squeri e Cantieri

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Squero
Lo squero è il tipico cantiere per imbarcazioni a remi di piccole dimensioni e ad uso privato. L'origine del nome è legata probabilmente alla parola dialettale squara, ossia la squadra, strumento di lavoro fondamentale per i maestri d'ascia, lo squero indicava genericamente il cantiere navale per la costruzione, la manutenzione e il ricovero delle imbarcazioni di ogni dimensione, sia a remi che a vela, spaziando dai piccoli sandoleti, passando per i burci fino alle grandi imbarcazioni per il commercio o per la guerra. L'ambito degli squeri si specializzò sulle imbarcazioni di dimensioni più piccole, con l'accentramento nell'Arsenale di Venezia dell'attività cantieristica per le navi più grosse, sia militari che mercantili. Lo squero è caratterizzato da un piano inclinato verso il canale o fiume e recintato su due lati, per la messa a secco e il varo delle barche. Alle spalle del piano è presente una costruzione in legno coperta e aperta verso il piano di varo, detta tesa. La tesa costituisce allo stesso tempo la zona di lavoro vera e propria, al riparo dalle intemperie, e il deposito degli attrezzi. Tipicamente, le abitazioni contigue o, dove presente, il piano superiore dello squero fungevano anche da abitazione del proprietario o del capomastro. Negli ultimi trent'anni l'attività degli squeri, così come la loro presenza lungo il Sile è notevolmente diminuito sia per la drastica riduzione dell'impiego delle imbarcazioni a remi, limitata oggi all'uso turistico o sportivo, sia per l'avvento di nuovi materiali di costruzione come la vetroresina. Lo Squero Artigianale dei Vezzà. Attivo negli anni '30, in prossimità del cimitero dei burci, vi era lo squero artigianale dei Vezzà, qui gli squeraroli riparavano le barche che percorrevano il Sile, tra queste ricordiamo: la Salute, la Favorita, l'Umberto, la Elisabetta, la Costanza. A Casier furono attivi.


La storia dei Cantieri del Levante
Negli anni venti e con un imponente struttura produttiva, i Cantieri del Levante - Salpanavi, che arrivarono ad occupare oltre 200 persone. Inizialmente di proprietà Ronfini (Officine Meccaniche Trevigiane), i Cantieri del Levante si trasformarono in S.P.A. con sede a Milano. Qui si costruivano motonavi in ferro di notevole portata (intorno ai 4000 quintali), le quali durante la navigazione, per poter passare sotto il ponte di Quarto d'Altino, venivano zavorrate con forti quantitativi di ghiaia. Durante l'ultima guerra mondiale, con l'occupazione dei nazisti, i partigiani sabotarono più volte il cantiere. L'azione più significativa fu l'affondamento (d'accordo con la proprietà) di due grandi imbarcazioni commissionate dai tedeschi, nella notte del 16 dicembre 1944.
L'ultimo varo di cui si ha notizia (pare il sedicesimo) fu quello della motonave Frances. Il Gazzettino del 4 aprile 1948 racconta che "presente tutta la popolazione di Casier" il varo venne benedetto dal parroco don Antonelli e la madrina fu un impiegata del Cantiere certa Elsa Zanchetta. Di lì a pochi anni, i cantieri conclusero la loro attività, e al loro posto sorse, intorno al 1957, la "Sile, costruzioni termoidrauliche".

Gli "Squeri" i Cantieri ancora in attività lungo il Sile sono:

  • Cantiere Nautico Crosera di Francesco E Gilberto Crosera & C. - Portegrandi di Quarto D'altino (VE)
  • Cantiere Nautico Simone Crosera Portegrandi di Quarto D'altino (VE)
  • Cantiere Nautico Vz - Casale Sul Sile (TV)
  • G.V. Nautica di Vizianello Moreno - Casale Sul Sile (TV)
  • Nautica Biondi - Lughignano di Casale Sul Sile (TV)
  • Studioplast di Bergamaschi G. E Vincenzi G. Lughignano di Casale Sul Sile (TV)